RAPPORTO SULLE ATTIVITÀ E ANALISI DELL'UTENZA DEL CUAV DELLA ODV CENTRO ANTIVIOLENZA MARGHERITA SEZIONE NAPOLI PORTO
Periodo di riferimento: Settembre 2025 – Settembre 2026
Sede Operativa: Centro Direzionale, Napoli
Autore del rapporto: Eleonora Capuozzo
Inquadramento Istituzionale e Organizzativo del CUAV
Il C.U.A.V. (Centro per Uomini Autori e potenziali autori di Violenza) della ODV Centro Antiviolenza Margherita – Sezione Napoli Porto, con sede operativa presso il Centro Direzionale di Napoli, costituisce un'articolazione territoriale della ODV avente sede legale a Reggio Calabria, formalmente registrata presso l'Agenzia delle Entrate di Napoli nel giugno 2025. L’Ente calabrese vanta un'esperienza ventennale nel terzo settore, operando come Centro Antiviolenza per il supporto alle vittime e, successivamente, avendo ampliato i propri servizi specialistici con l'attivazione dei programmi CUAV.
La sede di Napoli ha avviato l'inserimento dei primi utenti all'interno del programma riabilitativo di fuoriuscita dalla violenza a partire da ottobre 2025.
Protocollo Metodologico del CUAV
Il percorso trattamentale integrato predisposto dall'équipe si articola in due macro-fasi sequenziali:
Fase di accoglienza e psicodiagnosi in ingresso: Comprende colloqui clinici anamnestici e la somministrazione di una batteria di test psicodiagnostici standardizzati.
Percorso riabilitativo strutturato: Inserimento dell'utente in programmi di trattamento a impostazione individuale, gruppale o combinata.
Analisi dei Flussi e Presa in Carico
Nell’arco temporale compreso tra settembre 2025 e settembre 2026, il CUAV ha registrato 94 invii complessivi. Di questi, 78 soggetti hanno formalmente effettuato l'accesso alla struttura, determinando un tasso di presa in carico dell'83%.
94 Invii Totali
└───► 78 Accessi Totali (83% Presa in carico)
├── 75 Percorsi Stabili (durata variabile: 1-12 mesi)
├── 1 Drop-out (interruzione dopo il singolo colloquio di accesso)
└── 2 Interruzioni coatte (dopo 3 incontri, a causa di sopravvenuta carcerazione)
Profilo Clinico e Comorbilità Psichiatrica
Dall'analisi dei dati emersi dalle valutazioni psicodiagnostiche e anamnestiche condotte sui 78 utenti presi in carico, è emerso un quadro di severa complessità clinica: 42 soggetti (pari al 53,8% del campione totale) presentano un quadro clinico riconducibile a una o più delle seguenti macro-categorie:
Disturbi di personalità (con netta prevalenza del Cluster B: antisociale, borderline, narcisistico)
Deficit intellettivi
Psicosi
I quadri psicopatologici legati al Cluster B si configurano come evidenti amplificatori del rischio, poiché strettamente correlati a deficit di regolazione emotiva e a agiti impulsivi che esitano in condotte maltrattanti. Di contro, i deficit cognitivi e gli stati psicotici risultano frequentemente associati a condizioni di marginalità sociale, abuso di sostanze e severe compromissioni nella decodifica delle dinamiche relazionali.
📌 Nota metodologica ed etica: L'équipe del Centro mantiene fermo il principio cardine secondo cui la presenza di un disturbo psichiatrico o cognitivo non cancella la responsabilità penale e morale della condotta violenta, né può in alcun modo ridefinirsi come elemento giustificativo dell'atto oggettivo.
L'elevata incidenza di utenza con compromissione psichica (53,8%) evidenzia come il CUAV stia intercettando casi ad altissima complessità clinica e sociale. Tale evidenza epidemiologica rende stringente e indifferibile l'attivazione di protocolli formali di co-progettazione e lavoro di rete con i Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) e i Servizi per le Dipendenze (SerD) territoriali.
Dinamiche di Diniego, Reciproca Conflittualità e "Falsi Codici Rossi"
In sede di accoglienza, il 60% degli utenti di sesso maschile nega gli addebiti ascritti e/o descrive lo scenario relazionale come un contesto di violenza bidirezionale e reciproca.
L'osservazione clinica cross-analitica (colloqui individuali e monitoraggio dei gruppi riabilitativi) suggerisce che circa la metà di questo 60% esprima una narrazione veritiera: si tratta di uomini che spesso non hanno sporto denuncia per primi a causa di un profondo senso di vergogna sociale.
Laddove emergano dinamiche assimilabili a "falsi Codici Rossi", l'analisi evidenzia come tali denunce germoglino comunque all'interno di relazioni fortemente disfunzionali. In questi casi specifici, il percorso riabilitativo offerto dal CUAV assume una duplice valenza terapeutica:
Consente all'utente di decodificare le dinamiche patologiche in cui era strutturato.
Vicaria un profondo deficit di base, ovvero l'incapacità cronica di questi soggetti di strutturare una rappresentazione mentale chiara e realistica del partner e della relazione stessa.
L'intervento tempestivo si conferma cruciale: l'osservazione clinica evidenzia che se la relazione disfunzionale fosse stata interrotta o corretta tramite un supporto professionale sin dai primi segnali predittivi (red flags), entrambi gli attori avrebbero avuto la possibilità di avviare una revisione profonda del proprio modello relazionale.
Équipe Multidisciplinare del CUAV
L’équipe clinica e tecnica della Sezione Napoli Porto è attualmente composta da 9 professionisti:
Dott. Paolino Cantalupo – Psichiatra, psicoterapeuta e supervisore clinico della equipe multidisciplinare del CUAV
Dott.ssa Eleonora Capuozzo – Psicologa e responsabile dei programmi riabilitativi del CUAV
Dott. Alessio Gennaro Miele – Psicologo, sede CUAV del Centro Direzionale
Dott.ssa Federica Lauletta – Psicologa e sessuologa, sede CUAV distaccata a Viale Gramsci, Napoli
Dott.ssa Federica Fornario – Psicologa, sede CUAV distaccata ad Ischia (NA)
Dott.ssa Fabrizia Nappi – Psicologa volontaria
Dott. Bruno Acconcia – Sociologo e responsabile delle Pubbliche Relazioni
Avv. Agostino Di Febbraro – Avvocato Penalista
Avv. Giuseppe Fera – Avvocato Civilista
Prevenzione Primaria sul Territorio: Interventi nelle Scuole
Riconoscendo l'importanza strategica della prevenzione primaria, l'Ente ha promosso fin dal 2025 l'attivazione di due percorsi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) presso altrettanti istituti scolastici superiori di Napoli. Gli interventi, coordinati dal sociologo Dott. Bruno Acconcia, si sono sviluppati attraverso la metodologia del setting assembleare in cerchio, focalizzandosi sulla sensibilizzazione contro la violenza di genere e intrafamiliare.
Educare gli adolescenti a riconoscere i marker predittivi di una relazione disfunzionale è l'unico strumento efficace per prevenire derive drammatiche. All'interno di questi circuiti relazionali patologici si riscontrano costantemente indicatori specifici:
Isolamento sociale progressivo e gelosia ipertrofica
Assenza di fiducia e dinamiche comunicative di tipo distruttivo
Simbiosi patologica e intrusività pervasiva delle famiglie d'origine
Assenza di progettualità condivisa e disallineamento valoriale cronico
Fattori di vulnerabilità correlati (gioco d'azzardo, abuso di alcol e/o sostanze stupefacenti)

Conclusioni
L'autore della condotta violenta è tipicamente caratterizzato da una grave analfabetismo emotivo, ridotta propriocezione, assenza di competenze comunicative primarie, angoscia da abbandono e ricorrenti distorsioni della realtà oggettiva. Sulla scorta di tali evidenze, si ritiene fondamentale implementare la presenza degli esperti dei CUAV all'interno delle istituzioni scolastiche, fornendo alle giovani generazioni le matrici di senso necessarie a intercettare tempestivamente i comportamenti disfunzionali prima che si strutturino in agiti violenti.




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